Spazio
Redazione Curisfera
Spazio

Salvare Hubble è la parte facile; decidere a che scopo, un po' meno

La richiesta di idee della NASA per innalzare, riparare o ritirare Hubble costa poco ed è sensata, ma pone una domanda più dura: quanto spendere per tenere in vita un vecchio telescopio?

Pubblicato
30 ottobre 2026
Lettura
3 min
Categorie
Spazio

Foto: Image: NASA / Wikimedia Commons (Public domain)

Una richiesta di informazioni è un piano di salvataggio? Non ancora. Il nuovo avviso della NASA su Hubble è uno dei modi più economici con cui un'agenzia può sembrare decisa: chiede, non si impegna a nulla e non paga nessuno. Non è una critica. Potrebbe essere proprio la prima mossa giusta.

Ecco cosa è successo. Il 29 ottobre il Goddard Space Flight Center della NASA ha pubblicato una richiesta di informazioni (Request for Information, RFI) in cui chiede alle aziende di indicare tre strade: portare Hubble su un'orbita più alta, fare interventi di manutenzione per migliorarne le capacità, oppure farlo scendere con un rientro controllato. Le risposte vanno inviate entro le 15:00 EST del 30 novembre, e la NASA afferma che qualsiasi missione dovrebbe svolgersi entro il 2032.

Il motivo è il tempo che scorre. Hubble non ha propulsione e la resistenza atmosferica continua ad abbassarne l'orbita. Secondo The Register, la NASA stima al 10% la probabilità di rientro entro settembre 2032, che sale al 50% entro dicembre 2033.

L'opzione più interessante è quella che nessuno vuole dire ad alta voce

Due delle tre opzioni mantengono Hubble in funzione. La terza è un funerale. Ma il funerale non è un premio di consolazione: lasciato a sé stesso, Hubble rientrerà in modo incontrollato. Essendo molto massiccio, nota The Register, esiste una remota possibilità di danni a terra. A nostro avviso, questo fa del ramo dello smaltimento il vero pavimento di tutto l'esercizio. Anche se nessuno riuscisse a giustificare un prolungamento della vita del telescopio, qualcuno dovrà probabilmente pagare per smaltirlo in modo responsabile.

Questo cambia l'impostazione. Non si tratta di «salvare Hubble o lasciarlo andare». Si tratta di «spenderemo comunque dei soldi per questo oggetto, quindi qual è il modo migliore di usarli?». Con questa logica, una missione di innalzamento che offra anche una capacità di cattura appare molto più convincente di un semplice rientro controllato.

Il caso scientifico è solido; manca il cartellino del prezzo

La domanda non è in discussione. Secondo EconoTimes, la NASA afferma che le richieste di tempo di osservazione superano di oltre sette a uno gli slot disponibili, e che al telescopio sono associati più di 1.000 articoli scientifici l'anno. Nell'annuncio della NASA, l'amministratore Jared Isaacman ha dichiarato: «Hubble ha ancora davanti a sé una scienza importante». La NASA presenta inoltre un prolungamento come un ponte verso un possibile Habitable Worlds Observatory, e The Register scrive che un sostituto non è atteso prima degli anni Quaranta.

Eppure l'avviso non indica alcuna cifra di finanziamento, e la NASA non ha nominato né un fornitore né un'opzione. È in questo silenzio che si vincerà o si perderà la partita. Pensiamo sia un errore considerare la parte tecnica come quella difficile. Durante l'ultimo volo di manutenzione dello Shuttle, nel 2009, è stato installato un meccanismo di cattura morbida che, secondo The Register, dovrebbe rendere l'aggancio più semplice rispetto alla presa con braccio prevista per la missione Swift. L'incognita è se un'azienda commerciale si farà carico di un bene così famoso, con il rischio reputazionale di danneggiarlo. La condizione posta dalla stessa NASA è che nessuna missione deve danneggiare Hubble. È un requisito severo per un lavoro mai fatto prima.

Cosa osserveremmo dopo il 30 novembre

Due cose. Primo, se le risposte arriveranno con prezzi reali o solo con entusiasmo. Rispondere a una RFI costa poco a un'azienda, quindi una pila di risposte dimostra interesse, non fattibilità. Secondo, se la NASA farà seguire un bando formale, cosa che dice di poter fare. Fino ad allora, i titoli sul «salvataggio di Hubble» vanno trattati come previsioni, non come fatti.

Il nostro verdetto: la mossa è giusta e la cautela è giustificata. Vale la pena perseguire una missione per innalzare Hubble se il conto è onesto e il telescopio non viene messo a rischio per amore di una bella storia. Se i numeri non tornano, una fine controllata è un esito del tutto rispettabile per uno strumento in uso da più di tre decenni. Ciò che sarebbe difficile difendere è lasciar scivolare il 2032 senza aver scelto.

Argomenti di discussione

Ancora nessun argomento: apri il primo.

Altri articoli