Fisica e chimica
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Altermagnetismo: la svolta quantistica che riscrive un secolo di fisica

La scoperta dell'altermagnetismo, premiata con l'Europhysics Prize 2026, svela una terza forma fondamentale di magnetismo che promette di ridefinire la nostra comprensione dei materiali quantistici e rivoluzionare le future tecnologie dell'informazione.

Pubblicato
18 ottobre 2026
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Per oltre un secolo, i fisici hanno operato sotto una comprensione apparentemente incrollabile del magnetismo, categorizzando tutti i magneti collineari in uno dei due tipi fondamentali: ferromagneti o antiferromagneti. Questa visione binaria, una pietra miliare della fisica della materia condensata, è stata ora inequivocabilmente sfidata. La recente scoperta dell'altermagnetismo, una classe fondamentale di magnetismo precedentemente sconosciuta, non solo ha ribaltato questo paradigma consolidato, ma ha anche aperto un campo di ricerca completamente nuovo con profonde implicazioni per i materiali quantistici e le future tecnologie dell'informazione.

Il significato di questa scoperta è stato sottolineato dall'assegnazione dell'Europhysics Prize 2026 della Divisione Materia Condensata della European Physical Society (EPS) ai professori Jairo Sinova, Dr. Libor Šmejkal e Professor Tomas Jungwirth. Il loro lavoro innovativo che ha stabilito l'altermagnetismo come terza forma elementare di magnetismo collineare è stato riconosciuto a luglio 2026 e sarà presentato a settembre 2026 alla 32a Conferenza Generale della Divisione Materia Condensata della European Physical Society a Graz, Austria, celebrando una scoperta rimasta nascosta per oltre 100 anni.

Riscrivere i libri di testo: un secolo di ipotesi messe in discussione

Il panorama tradizionale del magnetismo era chiaro. I ferromagneti, come il ferro, possiedono una magnetizzazione netta dovuta agli spin atomici allineati, rendendoli indispensabili per la memoria magnetica. Questi materiali sono la base delle moderne tecnologie di memoria magnetica, ma sono tipicamente limitati a velocità in gigahertz. Gli antiferromagneti, al contrario, hanno momenti magnetici opposti che si annullano a vicenda, risultando in nessuna magnetizzazione netta e mostrando proprietà elettroniche fondamentalmente diverse. Appaiono magneticamente silenti esternamente, offrendo estrema stabilità e resistenza alle interferenze magnetiche esterne, il che li rende attraenti per memorie ultra-dense dove la diafonia tra i bit è una preoccupazione. Tuttavia, la loro mancanza di un campo magnetico netto li ha storicamente resi più difficili da utilizzare per l'archiviazione, poiché la rilevazione del loro stato interno richiede metodi specializzati.

L'altermagnetismo rappresenta un vero ibrido, che combina proprietà di entrambi. Come gli antiferromagneti, gli altermagneti non possiedono magnetizzazione netta e quindi nessun campo magnetico esterno. Tuttavia, come i ferromagneti, essi esibiscono simultaneamente proprietà elettroniche precedentemente ritenute esclusive dei ferromagneti, come le correnti elettriche polarizzate in spin. Questa combinazione unica è dovuta a una specifica torsione nella loro simmetria cristallina: mentre gli spin vicini sono antiparalleli, sono correlati da una rotazione piuttosto che da una semplice inversione o traslazione. Ciò consente correnti elettriche altamente polarizzate in spin insieme a dinamiche magnetiche ultraveloci, superando i limiti dei magneti tradizionali.

La promessa di una fase magnetica nascosta

Questa nuova forma di ordine magnetico offre un potenziale immenso, in particolare per i dispositivi spintronici di prossima generazione. La nostra attuale era dell'informazione si basa pesantemente sulla carica degli elettroni per il calcolo e sul loro spin magnetico per l'archiviazione dei dati. Mentre i ferromagneti hanno abilitato l'era digitale, i loro limiti di velocità (gigahertz) ostacolano una connessione efficiente a reti di comunicazione ottica terahertz più veloci e all'Internet delle cose. Gli antiferromagneti convenzionali, sebbene potenzialmente mille volte più veloci, producono segnali troppo deboli per una rilevazione pratica. Gli altermagneti colmano questo divario, combinando velocità terahertz con robusti segnali polarizzati in spin, fornendo una nuova base per le tecnologie dell'informazione.

I primi passi verso questa scoperta sono emersi da precedenti lavori teorici su fenomeni di trasporto magnetico non convenzionali. I ricercatori hanno riconosciuto che proprietà insolite, come l'effetto Hall anomalo cristallino, non erano comportamenti isolati specifici dei materiali, ma riflettevano una fase magnetica completamente nuova governata da simmetrie di spin precedentemente trascurate. Il Dr. Libor Šmejkal, lavorando presso la Johannes Gutenberg University Mainz dal 2016 al 2024, ha guidato lo sviluppo di molti di questi concetti teorici. Nel 2022, il team ha introdotto la classificazione completa della simmetria dell'altermagnetismo e ha identificato centinaia di materiali candidati. Da allora, gruppi sperimentali in tutto il mondo ne hanno rapidamente confermato l'esistenza utilizzando varie tecniche, inclusa la spettroscopia di fotoemissione risolta in angolo (ARPES) e misurazioni di trasporto elettrico. Oggi, l'altermagnetismo è diventato una delle aree di ricerca in più rapida crescita nella fisica della materia condensata, con programmi di ricerca che ora abbracciano Europa, Nord America e Asia.

Oltre alle applicazioni tecnologiche, la scoperta ha profonde implicazioni per la fisica fondamentale. L'altermagnetismo stabilisce una nuova classe di simmetria della materia, fornendo connessioni inaspettate con la fisica topologica, la superconduttività non convenzionale e i materiali quantistici fortemente correlati. Dimostra che anche i campi scientifici più maturi possono ancora riservare sorprese fondamentali, rimodellando la nostra comprensione dell'ordine magnetico e aprendo nuove strade per la ricerca.

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