Pianeta e clima
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Un mare di ghiaccio equatoriale su Marte: una svolta per la storia e l'esplorazione del pianeta

La scoperta di un vasto deposito di ghiaccio sotto la superficie, vicino all'equatore di Marte, rimodella drasticamente la nostra comprensione della distribuzione dell'acqua sul pianeta e apre nuove possibilità per il suo clima passato e le future missioni umane.

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14 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Potrebbe il Pianeta Rosso, a lungo considerato un mondo arido e desolato, nascondere un oceano di ghiaccio sotto le sue sabbie equatoriali? Nuovi dati dalla sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) suggeriscono proprio questo, rivelando un colossale deposito di ghiaccio sotterraneo che rimodella drasticamente la nostra comprensione del passato di Marte e del suo potenziale per future imprese umane.

Per decenni, la presenza di ghiaccio d'acqua su Marte è stata in gran parte confinata alle sue regioni polari. Tuttavia, recenti osservazioni dello strumento MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding) a bordo di Mars Express indicano che vasti strati di ghiaccio d'acqua giacciono sepolti sotto la Formazione Medusae Fossae (MFF) vicino all'equatore marziano. Questi strati sono stimati avere uno spessore fino a 3,7 chilometri, significativamente più profondi rispetto ai risultati iniziali del 2007. Se questo immenso volume di ghiaccio dovesse sciogliersi, potrebbe teoricamente coprire l'intero pianeta con un oceano globale profondo tra 1,5 e 2,7 metri, una quantità paragonabile al Mar Rosso sulla Terra.

Riscrivere la storia idrologica di Marte

L'idea che un così sostanziale serbatoio di ghiaccio esista a basse latitudini marziane sfida le ipotesi prevalenti su dove l'acqua possa essere trovata e preservata sul pianeta. Tradizionalmente, il duro ambiente equatoriale, con la sua maggiore insolazione solare e l'atmosfera sottile, era considerato inadatto per la stabilità a lungo termine del ghiaccio vicino alla superficie. I segnali radar ottenuti da MARSIS, che assomigliano molto a quelli delle note calotte polari, supportano fortemente l'interpretazione del ghiaccio stratificato. Ricercatori come Thomas Watters dello Smithsonian Institution e Andrea Cicchetti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica in Italia hanno evidenziato come i modelli che coinvolgono solo polvere o cenere vulcanica non possano spiegare la densità e la trasparenza radar osservate, rendendo il ghiaccio una componente necessaria della composizione della MFF. Questa evidenza indica una distribuzione dell'acqua molto più diffusa nel passato di Marte di quanto si pensasse in precedenza, alterando radicalmente la nostra mappa idrologica del pianeta.

Una finestra sui climi marziani antichi

L'esistenza di tali massicci depositi di ghiaccio equatoriali fornisce intuizioni cruciali sulla storia climatica antica di Marte. Queste calotte di ghiaccio non avrebbero potuto formarsi nelle attuali condizioni marziane; sono reliquie di un'era passata in cui il pianeta era probabilmente molto più caldo e umido. Gli scienziati hanno a lungo trovato prove geologiche di antichi letti di fiumi, laghi e oceani, suggerendo un passato drasticamente diverso. Il ghiaccio della MFF suggerisce periodi in cui le condizioni atmosferiche permettevano l'accumulo e la conservazione dell'acqua congelata a latitudini inferiori. Ricostruire come e quando questi depositi si sono formati potrebbe svelare indizi critici sulla transizione del pianeta da un mondo potenzialmente abitabile a quello arido che osserviamo oggi. Come osserva Colin Wilson, scienziato del progetto Mars Express dell'ESA, comprendere questi depositi potrebbe aiutare

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